Il Palio di Siena: almeno una volta nella vita
Italia, Siena
04-08-2008

Di Mark Perna
Ci sono luoghi e situazioni che dovrebbero essere vissuti almeno una volta nella vita, il Palio di Siena è uno di questi. La sua origine storica risale al lontano 1644 e da allora l’intera città vive in trepidante attesa il momento della corsa e con loro migliaia di turisti provenienti da ogni dove.

La storia e la tradizione
Bisogna andare in dietro nel tempo per rendersi conto che nonostante il mondo sia cambiato tantissimo, qualcosa resiste alle trasformazioni: il Palio. Le corse di cavalli erano già note nel XII e XIII secolo, ma nonostante sia incerta la vera origine di questa esibizione, si vuole attribuire ufficialmente la prima corsa nel 1644, quando l’ordinato dal Principe Mattias, Governatore di Siena, vinse per la contrada dell’Oca quella che divenne, con il passare degli anni, l’evento storico più importante e conosciuto d’Italia.
 
In molti a Siena ritengono che i festeggiamenti del Palio provengano dal misterioso evento accaduto verso la fine del 1500, quando una famosa Pietà conservata in un tabernacolo, che la tradizione voleva vi fosse stata posta da Santa Caterina tre secoli prima, fu oltraggiata da un soldato spagnolo. Il 2 luglio il soldato sparò alla statua ma rimase ucciso dal suo archibugio e per commemorare il miracolo fatto dalla Vergine protettrice di Siena contro gli occupanti spagnoli, i cittadini cominciarono a celebrare l’anniversario dedicato alla Madonna di Provenzano.


© Consorzio per la Tutela Palio di Siena

Il Palio della gente
Rispetto a esibizioni simili che si rivolgevano solo al pubblico nobiliare, quello di Siena è il palio delle contrade, quindi del popolo. Il territorio della città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice di Siena.
 
Il complesso meccanismo della festa raggiunge il suo compimento con lo uno scoppio di mortaretto che annuncia l’uscita dei cavalli dall’Entrone. Quindi si procede all’avvicinamento verso la “mossa”, ossia il punto dove sono stati tesi due canapi tra i quali saranno chiamati ad allinearsi cavalli e fantini. L’ordine di entrata è stabilito dalla sorte, infatti le Contrade vengono chiamate secondo il risultato dell’estrazione. La decima e ultima, entrerà invece di “rincorsa” quando lo riterrà più opportuno, decidendo così il momento della partenza. Per conquistarsi la gloria bisognerà compiere tre giri di pista per circa 1000 metri, tra urla, sussulti della folla, incitamenti e rivalità, fino a varcare l’agognato traguardo. Chi vince è comunque il cavallo, infatti può arrivare anche “scosso” ossia senza fantino.

Una festa che dura tutto l’anno
Gli appuntamenti sul calendario sono quelli del 2 luglio (per la Madonna di Provenzano), e del 16 agosto, quando si corre il Palio in onore in della Madonna Assunta, ma chi vive a Siena sa che questo evento dura tutto l’anno. La partecipazione collettiva coinvolge migliaia di persone che in preparazione delle corse vere e proprie si prodigano nella salvaguardia della tradizione, affinando i movimenti degli sbandieratori, cucendo e conservato gli abiti dei figuranti, dipingendo i drappelloni, anno dopo anno.
 
Siena diventa così una città sospesa nel tempo, tra passato e presente, senza artifizi e pressioni. Piazza del campo, per due volte all’anno si trasforma nell’ombelico del mondo dove una semplice corsa medievale di cavalli è in grado di dispensare emozioni indescrivibili che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

Per informazioni

Comune di Siena: tel. +39 0577 292111
http://palio.comune.siena.it
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